Pista Nera Post Nebbia
8.0

Pista Nera, quarto album in studio dei Post Nebbia, rappresenta un punto di svolta fondamentale nella loro discografia. La band, guidata da Carlo Corbellini, abbandona le atmosfere più intime e riflessive dei lavori precedenti per esplorare territori sonori inediti, mescolando generi diversi in modo audace e originale. Il risultato è un album che, oltre a essere un'esperienza musicale avvincente, è anche una profonda riflessione sulla condizione umana e sulla società contemporanea, sempre più alienante e disorientata. La metafora della pista nera evoca con forza l'idea di una discesa inarrestabile verso l'ignoto, un'immagine che ben rappresenta l'angoscia e il disincanto che pervadono l'opera.

Post Nebbia Pista Nera
Post Nebbia | Credits: Riccardo Michelazzo

Il concept dell'album è evidente fin dal titolo: la pista nera, simbolo delle discese più difficili e pericolose nello sci, diventa una potente metafora della condizione umana contemporanea. Corbellini descrive un mondo che ha perso il suo equilibrio, con l'umanità incapace di fermare la sua caduta verso un futuro incerto e inquietante. Questo immaginario è ispirato dalle esperienze personali del frontman, che ha composto l'album tra Torino e una località sciistica delle Dolomiti, dove la vastità e la bellezza della natura contrastano la precarietà dell'esistenza umana. Le montagne, che simbolicamente attraversano l'intero album, non sono solo uno sfondo geografico, ma rappresentano l'illusione di un rifugio, un luogo che promette stabilità ma che in realtà si rivela insidioso. La copertina dell'album , una vecchia foto del bisnonno di Corbellini, alpinista, richiama questa dualità tra la ricerca di conquista e la vulnerabilità dell'essere umano di fronte alla natura.

Post Nebbia Pista Nera recensione
Post Nebbia - "Pista Nera"

L'album si apre con Leonardo, una traccia strumentale che funge da preludio a questo viaggio sonoro e tematico. I synth eterei e i suoni dilatati creano un'atmosfera sospesa, quasi ipnotica, preparando l'ascoltatore alla vertigine delle tracce successive.
Io non lo so si distingue per il suo audace mix di krautrock e ritmi sudamericani, evocando le sperimentazioni di Beck. Il brano affronta uno dei temi chiave dell'album: il crollo del mito di un futuro ideale, sostituito da una dolorosa consapevolezza dell'incertezza e della precarietà.

Pastafrolla invece è una delle canzoni più ribelli e dissacranti del disco che esprime un profondo senso di disincanto. Un assolo kamikaze rompe gli schemi melodici, enfatizzando l'urgenza del messaggio. Qui, il protagonista si confronta con le aspettative sociali e personali che si scontrano con la realtà rivelando una rabbia sorda e impotente.

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Nella quinta traccia, Statonatura, i Post Nebbia dipingono un’apocalisse fuori controllo, evocando immagini suggestive e inquietanti, simili a quelle di un film distopico. Musicalmente, il brano richiama le atmosfere cupe e sintetiche dei Bluvertigo, con una melodia che trascina l’ascoltatore verso un senso di inevitabilità. D'altro canto in Giallo, uno dei momenti più claustrofobici dell'album, viene affrontato il tema dell’inquinamento, sia ambientale che spirituale. L'atmosfera soffocante della traccia è riflessa nei suoni pesanti e stratificati che evocano una sensazione di oppressione e impotenza.

La caratteristica principale di questo album è che ogni singolo brano presente al suo interno contribuisce, alla sua maniera, a costruire il complesso mosaico tematico che lo costituisce. Sul piano musicale infatti Pista Nera si presenta come un caleidoscopio sonoro, dove le convenzioni di genere vengono audacemente sovvertite. La band spazia dalla psichedelia più lisergica alle ritmiche ossessive del krautrock, contaminando il tutto con suggestioni provenienti dalla musica sudamericana. Il risultato è un sound frammentato e poliedrico, caratterizzato da un continuo gioco di tensioni e rilasci.

Al di là delle tematiche ambientali e personali tutto il disco si configura come un'acuta critica sociale, denunciando l'alienazione e l'indifferenza che caratterizzano la società contemporanea. Brani come Kent Brockman, il famoso anchorman dei Simpson, mettono in evidenza il ruolo manipolatorio dei media, che attraverso un'informazione superficiale e distorta, anestetizzano le coscienze e impediscono una reale comprensione della realtà. Allo stesso modo Lingotto svela le contraddizioni dell'ideologia del progresso, mostrando come la tecnologia, anziché essere uno strumento di emancipazione possa diventare una gabbia dorata che ci illude di avere il controllo sulla nostra esistenza.

Carlo Corbellini
Post Nebbia | Credits: Riccardo Michelazzo

La traccia eponima Pista Nera rappresenta il cuore pulsante dell'album. Unendo l'energia del punk new wave ai ritmi sincopati della bossanova, la band crea un sound inusuale e affascinante, che riflette la complessità dei temi affrontati. Il brano attraverso l'immagine della pista nera, metafora di una discesa inesorabile, denuncia la superficialità delle mete turistiche, luoghi che promettono felicità e evasione ma che in realtà celano un profondo senso di vuoto e di insoddisfazione.

Con Notte Limpida arriviamo ad un epilogo tanto amaro e quanto riflessivo. Il brano invita l'ascoltatore a una profonda introspezione, spingendolo ad affrontare con lucidità i propri limiti e le fragilità dell'esistenza. Corbellini, con la sua poetica tagliente, ci invita ad abbandonare ogni illusione di redenzione e a confrontarci con la realtà nella sua nuda e cruda verità.

In conclusione Pista Nera trascende i confini di un semplice disco, erigendosi a manifesto di una generazione che cerca di dare voce alle proprie inquietudini con un linguaggio musicale potente e diretto. I Post Nebbia offrono un ritratto lucido e impietoso della società contemporanea, esplorando le sue contraddizioni e le sue fragilità. Grazie a una produzione curata nei minimi dettagli e a una scrittura incisiva l'album si colloca al centro del dibattito musicale italiano, affermandosi come un punto di riferimento per tutti coloro che cercano un'espressione autentica e sincera. Non è un disco da ascoltare distrattamente; richiede tempo, attenzione e coinvolgimento. Tuttavia, per chi è disposto a immergersi nel suo universo complesso e stratificato,  offre un’esperienza musicale e intellettuale unica, capace di lasciare un segno profondo.

Post Nebbia foto di Riccardo Michelazzo
Post Nebbia | Credits: Riccardo Michelazzo