27 marzo 2025

Soap&Skin non ha mai smesso di giocare con i suoni

Atmosfere ancestrali, melliflue, talvolta disturbanti, composizioni barocche mischiate con l’elettronica ed infine una sconvolgente capacità di giocare con la musica. Questa è la cifra caratteristica dell’austriaca Soap&Skin, pianista e cantautrice, che nel corso della sua carriera è stata più volte definita “bambina prodigio” per la giovane età in cui sono sbocciate le sue doti. Oggi Anja Plaschg non è più una bambina: ha 35 anni, 4 album all’attivo e una piccola carriera da attrice a latere, ma si concede ancora di giocare con i suoni. In TORSO - il suo ultimo lavoro che insieme al resto del suo repertorio sarà possibile ascoltare il 29 marzo alla Santeria Toscana di Milano - si prende la libertà di decostruire e ricostruire brani celebri che le stanno particolarmente a cuore, dando luce a un cover album.

Soap&Skin Anja Franziska Plaschg Soap&Skin | Credits: Katarina Šoškić
Soap&Skin | Credits: Katarina Šoškić

Se per tutti l’inconfondibile vocalità di Soap&Skin è facilmente ricollegabile al motivetto virale di Me and The Devil o ai cori spettrali di Goodbye degli Apparat (brano noto sia per essere la sigla di Dark che per la presenza in una scena di Breaking Bad), è bene sapere che la produzione musicale di quest’artista di estende molto oltre questa punta d’iceberg inglobata dalla cultura pop.

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Nel 2009, a soli 18 anni, dopo aver abbandonato l’accademia di belle arti di Vienna per proseguire da autodidatta, l’album Lovetune for Vacuum lancia Soap&Skin nell’Olimpo del cantautorato teutonico (nonostante la maggior parte della sua produzione discografica sia in inglese). È un album d’esordio che viene definito “uterino”, altri parlano di indie-rock, qualcuno addirittura di pop, ma in realtà il genere creato da Anja Plaschg è pura sperimentazione sonora, in grado di raggiungere tinte emotive cupissime, e comunque risultando sempre sorprendente nella scelta dei dettagli sonori da mischiare all’immancabile pianoforte: se Spiracle e Thanatos sono i pezzi liricamente forti della raccolta, sono tracce strumentali come DDmmyy a rendere la sua ricerca paragonabile a quella dei Pink Floyd in Dark Side of The Moon.

Dopo questo brillante esordio, è la morte fulminea ed inaspettata del padre ad ispirarle le tracce del suo secondo lavoro, Narrow (2012), e successivamente a richiederle un lungo periodo di pausa artistica prima di ritornare sulle scene solo nel 2018. Durante la sua pausa trascorrerà anche un paio di mesi in Italia, dove trarrà ispirazione per il brano Italy, scritto appositamente per la colonna sonora di Sicilian Ghost Story, film di  Fabio Grassadonia e Antonio Piazza e in concorso al Festival di Cannes nel 2017.

Narrow, sorprendentemente, è un album molto dolce per essere venuto alla luce in un momento di elaborazione del lutto. Vater (letteralmente “padre”) è la traccia di apertura, cantata rigorosamente nella lingua madre, è un’elegia funebre che si presenta con un incipit quasi sognante, primaverile, per poi schiantarsi in un crescendo di durezza, simbolo della consapevolezza di una perdita definitiva. Incredibilmente dolce e struggente, in Narrow, troviamo anche la telegrafica Lost, con un doppio sguardo sulla perdita passata e sulla solitudine futura che il lutto riserva (Sitting, staring,/ watching all you leave behind this / There is nothing which has so much more to give).

Soap&Skin Soap&Skin | Credits: Katarina Šoškić
Soap&Skin | Credits: Katarina Šoškić

Poi sei anni di silenzio. Della lunga pausa tra Narrow (2012) e From Gas To Solid / You Are My Friend (2018) Soap&Skin ha parlato con serenità in un’intervista realizzata in concomitanza con l’uscita del suo terzo album:

"Faccio musica da quasi 20 anni e mi sono abituata ad avere dei periodi in cui non sono in grado di scrivere nuova musica. Ho la sensazione di dover ricaricare le mie batterie e quando ricomincio a fare musica sembra che l'abbia mai fatta prima".

- Soap&Skin a The Luna Collective

Lo stesso titolo del terzo album richiama il portare a buon fine un processo creativo, il riuscire a concretizzare qualcosa di rarefatto rendendolo tangibile. La sorta di pangea saturata presente sulla copertina introduce all’atmosfera più eterea e naturalistica di Gas To Solid / You Are My Friend, dove Soap&Skin assume i tratti di una Enya in versione tormentata, con uno sguardo finalmente più rivolto all’ambiente esterno che alla propria interiorità. Si tratta di un album verticale, scomposto, che passa dalle luminose Italy e Heal, a crescendo di tensione solo strumentali, al canto gregoriano in latino di Palindrome, fino ad arrivare a uno spoiler inconscio di quello che sarebbe stato il successivo album: una cover, in questo caso What A Wonderful World di Louis Armstrong.

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La voglia di cristallizzare tutte le interpretazioni di cover che Soap&Skin si era trovata ad eseguire o che sognava di fare durante la sua carriera, nasce dopo l’invito del Donaufestival ad eseguire un set unicamente di cover durante l’edizione del 2022, e porterà alla pubblicazione di TORSO nel novembre del 2024. Sono 12 le reinterpretazioni scelte da Anja per riaffermarsi come prodigio musicale, vera e propria sarta della musica che taglia, inserisce, ricuce a proprio piacimento brani storici del pop e del rock: dal superpop anni ‘90 di What’s Up di 4 Non Blondes, a The End dei Doors, passando per Mistery of Love di Sufjan Stevens fino a God & Monsters di Lana del Rey. Quest’ultima è l’unica in cui si permette un cambio di testo: da “Fame, liquor, love, give it to me slowly” a “Fame, liquor, love, there’s noting holy”, per simboleggiare un passaggio all’età adulta in cui si smette di mistificare elementi nocivi della propria esistenza.

Ancora più interessante è scoprire che nel lavoro di ricostruzione sonora dei brani presenti in TORSO l’artista si sia basata unicamente sulla propria memoria musicale, senza forzarsi a dei riascolti in fase di composizione e ri-registrazione, lasciando che la sua versione fluisse nella maniera più genuina possibile dalla memoria emotiva ai tasti del pianoforte.

I live di Soap&Skin sono noti per essere momenti coinvolgenti, di totale immersione nelle sue atmosfere tensive e cinematografiche, ma soprattutto l’occasione per osservare una professionista di alto livello barcamenarsi tra suoni e strumenti con la facilità di chi oltre ad essere un prodigio, non ha mai smesso di giocare.

Soap&Skin Soap&Skin | Credits: Katarina Šoškić
Soap&Skin | Credits: Katarina Šoškić