27 febbraio 2025

Manca più Tom Meighan ai Kasabian o i Kasabian a Tom Meighan?

La risposta breve alla domanda posta nel titolo potrebbe tranquillamente suonare come: Tom Meighan manca ai Kasabian e viceversa ed entrambe la fazioni stanno peggio di quando stavano insieme. Quella più lunga coinvolge le difficoltà di una ripartenza, la voglia di rimettersi in gioco, la reputazione e, inevitabilmente, il tempo che passa.

Inutile dire che il tema in questione è a dir poco scottante, perché a braccetto con l’aspetto musicale-artistico della questione viaggia una vicenda personale che è già stata punita e giustamente condannata. L’obiettivo del seguente articolo vuole quindi essere quello di approfondire ciò che le due parti dei Kasabian si trovano artisticamente e musicalmente oggi ad affrontare per continuare ad affermarsi nel panorama della musica rock mondiale.

Kasabian con Tom Meighan
La formazione originale dei Kasabian

Partiamo dai fatti, o meglio, dal fattaccio che ha determinato una spaccatura brusca e insanabile. Nell’immediato post lockdown del 2020, quello in cui il mondo si è di fatto fermato per 2-3 mesi, i Kasabian prendono le distanze dal loro frontman estromettendolo “di comune accordo” dalla band. Si scoprirà pochi giorni dopo delle accuse a Tom Meighan di violenza domestica ai danni della compagna (e ora moglie) Vikki Ager. Come due pugili che sferrano il gancio decisivo nello stesso istante all’avversario, il gruppo di Leicester si ritrova ciondolante e con la vista offuscata, senza uno dei pezzi più pregiati della loro formazione e a dover trovare il modo di sopperire all’assenza del proprio cantante. Tom Meighan si ritrova al tappeto, senza certezze attorno a sé ed escluso da un collettivo cui aveva contribuito al raggiungimento di un successo riconosciuto globalmente. L'arbitro che conta fino a 10 è il mercato, la scena rock, il grande pubblico.

Nei mesi successivi verranno a galla diversi attriti interni, come spesso accade in occasione di separazioni dolorose e inaspettate (almeno da fuori), con Meighan che accuserà Pizzorno di aver sempre cercato di guadagnarsi lo status di leader e frontman con quest'ultimo che negherà ogni accusa.

Meighan trova la forza di rialzarsi prima del fatidico ko. I pugili si riprendono barcollanti, pronti a riprendere l’incontro: abbiamo così da un lato Sergio Pizzorno con di fronte l'opportunità di sfruttare l’imponente identità ormai ventennale di una band che ha fatto la storia dell’indie rock contemporaneo come i Kasabian per dare finalmente sfogo a tutti i gusti musicali e stilistici da sempre mitigati dalla tradizione del gruppo e dalla compresenza di una figura ingombrante e determinante come quella di Tom Meighan. Dall’altro lo stesso Meighan con una credibilità che dire azzerata è un eufemismo, uno status da ricostruire dalle fondamenta, una nuova identità artistica da definire. E, più complicato di tutto, fare gli straordinari per far sì che l’opinione pubblica rivalutasse un personaggio macchiato da una vicenda privata di quelle che non ammettono perdono.

La nuova formazione dei Kasabian

I Kasabian non sono stati con le mani in mano, grazie al fiume in piena della creatività di Pizzorno probabilmente mitigata fino a quel momento dalla presenza di Meighan e, diciamocelo, probabilmente per sfruttare il nome di primissimo piano. Nel 2022 pubblicano The Alchemist’s Euphoria (2022), un disco con diversi sentori dei Kasabian allora più recenti ma anche tante novità stilistiche e di formazione visto l'ingresso ufficiale nella band di Tim Carter come nuovo chitarrista, dopo aver passato diversi anni come turnista della band. Elettronica e hip-hop sono molto più che semplici influenze e sia l'immagine che lo stile della band iniziano a risentirne (basta cercare un paio di video per notare come le movenze di Sergio siano sempre più simili a quelle di un rapper). Nonostante nel 2022 alcune loro date italiane siano state soppresse, sintomo di un’attenzione in scemare nei loro confronti almeno nel nostro paese, i Kasabian sono impegnati nei principali festival estivi europei del 2023 come il Rock Werchter ed il TRNSMT a conferma di quanto sia difficile scalfire la loro immagine.

Il fiume in piena, l'euforia dell'Alchimista, non si ferma e nell'estate del 2024 esce Happiness, il vero primo disco dei Kasabian del nuovo corso. Il risultato è quanto meno discutibile, sia per la distanza siderale in termini di qualità dai lavori dei tempi d'oro sia, ancora una volta, per uno stile che sa sempre più di The S.L.P. (il progetto solista di Pizzorno). Un'accozzaglia di prevedibili brani pop rock e indie, con un paio di singoli ben riusciti: niente di più. La vera fortuna dei Kasabian continua ad essere la dimensione live, in cui in totale onestà si fatica a trovare intrattenimento di un simile livello. La conferma arriva da Glastonbury 2024, dove Pizzorno e soci si sono esibiti in un secret set potentissimo.

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Nel frattempo Tom Meighan è stato impegnato nel suo Redemption Tour – non penso siano necessari ulteriori commenti sulla ragione che ha portato il cantante a scegliere questo nome – per la promozione del suo primo disco solista pubblicato il 5 maggio 2023 e intitolato The Reckoning. Un album di 12 tracce, comprese le prime pubblicate a marzo 2022 nel nuovo inizio di carriera, di cui si ha l’impressione che i suoni, le ritmiche e le parole abbiano un ché di famigliare. Come un déjà-vu.

La sua inconfondibile voce, come sempre, è sicuramente il pezzo forte del lavoro, così come le chitarre elettriche co-protagoniste indiscusse. Anche in questo caso appoggiarsi al passato è un espediente ma anche una zavorra: il "già sentito" indora la pillola di un progetto embrionale che fa delle vecchie certezze le sue fondamenta. Ma l'importante per Tom era tornare in gioco, rimettersi sul mercato e nel suo habitat naturale: il palcoscenico.

Tom Meighan

Di sicuro c'è che la strada per Tom Meighan è tutta in salita. Nell'estate del 2023 sono usciti i singoli Don’t Give In e The Summer Session per accompagnare la stagione di concerti in terra UK, che desta però diversi malumori. Oggetto di dibattito pubblico sui media nazionali è stato ad esempio il caso del Be Reyt Festival di Sheffield in cui gli organizzatori hanno promosso come headliner proprio il cantante scatenando un domino di reazioni negative da parte di altri artisti che sarebbero dovuti esibirsi nella stessa giornata e addirittura rinunce, come nel caso dei Jack Cattell, band indie irlandese. Gli organizzatori hanno comunque deciso di portare avanti la loro scelta per non escludere l’artista avente diritto "ad una seconda opportunità, soprattutto a ragione del lavoro fatto dallo stesso per rimettersi in sesto".

Il duro lavoro e le maniche rimboccate sembrano però iniziare a ripagare visto che Noel Gallagher, da sempre grande estimatore - a modo suo - dei Kasabian e delle abilità da frontman di Meighan, lo sceglie come apertura per le date del suo ultimo tour da solista. Il 2024 è ricco di nuove esperienze raccolte sul palco sulle note delle sue produzioni e dei principali successi dei Kasabian e di altro lavoro in studio per giungere così a febbraio 2025. Da poco, parliamo di fine gennaio, è infatti uscito il suo nuovo disco Roadrunner, che lo porterà in tour in Italia per ben 3 date (Roma, Milano e Roncade).

Tom Meighan

Questo dualismo-parallelismo consente quanto meno di mettere in luce gli aspetti artistici dei due attori principali della storia dei Kasabian. La (sana?) pazzia, la voglia di sperimentare, la voglia di lasciarsi contaminare da mondi lontani come il rap e l’elettronica sono le principali caratteristiche dei Kasabian targati Sergio Pizzorno, il quale non ha potuto fare a meno di buttare nel calderone della band tutto ciò che avevamo ascoltato nel suo progetto solista The S.L.P.. Piccoli assaggi di ciò, a posteriori, si possono trovare in West Ryder Pauper Lunatic Asylum (2009), in 48:13 (2014) e ovviamente nei recenti The Alchemist’s Euphoria (2022) e Happiness (2024).

Di fronte troviamo una delle voci più convincenti e riconoscibili dal 2000 ad oggi, un suono più volto alla tradizione del rock’n’roll e un disperato bisogno di contatto con il pubblico per ricreare la giusta alchimia: questi gli ingredienti del nuovo Tom Meighan. Attivissimo in giro in UK e in Europa e di conseguenza sui social per catalizzare quante più attenzioni possibili (recentemente lo si è visto anche raccontare e documentare una corsa in pronto soccorso, probabilmente per certificare un paio di date rimandate).

Tirando una bella riga e sommando i due addendi otteniamo i cari vecchi Kasabian visti fino a Velociraptor!. A Pizzorno sembra mancare quel lato ‘animale da palcoscenico’ che ha fatto di Meighan uno dei più forti e credibili frontman della scena brit/indie rock, pur avendo trovato la chiave artistica per poter continuare beneficiare dello status dei Kasabian. A Meighan mancano, di fatto, i Kasabian come testimoniato dalla comparsa sui suoi poster pubblicitari "THE ORIGINAL VOICE OF KASABIAN".

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Effettivamente dalla condanna a 200 ore di lavori socialmente utili non retribuiti del luglio 2020 Tom Meighan sembra aver fatto di tutto per dimostrare di aver imparato la lezione e di desiderare di riprendere in mano la sua vita. Nel luglio del 2021 è convolato a nozze con Vikki Ager, sua storica fidanzata e vittima dell’episodio di violenza domestica, ha affrontato temi delicati come la sua dipendenza da alcol e droghe per cercare di sopprimere tutti quei dubbi e quei sentimenti che gli artisti spesso si trovano a dover non-affrontare per non deturpare l’immagine della rockstar invincibile. Ha recuperato una forma fisica incredibile rispetto agli ultimi tempi nei Kasabian e con essa la sua voce sembra rinata, stando a buona parte della stampa inglese. E soprattutto ha quella sana rabbia di chi ha visto un castello costruito in anni di lavoro sgretolarsi sotto i propri piedi e vuole rimetterlo in piedi.